Dopo otto mesi di lotta, dal presidio davanti agli uffici della Prefettura in settembre all'occupazione della gru per 17 giorni fino al recente presidio di quattro giorni sul sagrato del Duomo di Brescia, e le due sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia Europea, il Governo e il Ministero dell'Interno sono stati costretti a diramare una circolare che riconosce i diritti dei migranti che avevano fatto domanda di sanatoria nel 2009. La condanna per non aver obbedito all'espulsione non è ostativa per l'ottenimento del permesso di soggiorno.
Sono stati mesi molto duri e difficili in cui ci siamo scontrati con il razzismo istituzionale dell'amministrazione comunale e della Prefettura, con politiche securitarie che vedono i migranti come un problema di ordine pubblico, con la repressione e le espulsioni dei migranti che in prima persona hanno portato avanti la lotta. Sono stati però anche mesi che hanno insegnato molto. Dalla solidarietà tra migranti, tra antirazzisti e migranti, tra migranti e una parte significativa della città, alla necessità dell'autorganizzazione dei migranti, del conflitto sociale per affermare i propri diritti. La determinazione dei migranti è stato un esempio per tutti coloro, nativi e migranti, che sono costretti a subire discriminazioni, tagli dello stato sociale, peggioramento delle condizioni di reddito e di vita.
Oggi possiamo dire che con la lotta si vince, un passo importante è stato fatto ma non ci fermeremo.
Se i migranti che sono stati condannati per la cosiddetta clandestinità avranno il permesso di soggiorno, ci sono ancora purtroppo migliaia di migranti che sono stati truffati da imprenditori senza scrupoli che stanno aspettando il permesso di soggiorno. Questa è l'ennesima dimostrazione che la legge Bossi-Fini, con il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, produce solo clandestinità, precarietà e sfruttamento.
Per noi questa vittoria è solo una tappa, la lotta dei migranti e degli antirazzisti contro il razzismo istituzionale continuerà.
Circola in rete questo video a cura MINA (Media Indipendenti Napoletani). Si tratta di una ricostruzione della situazione del nuovo centro di identificazione e espulsione di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Stamattina al termine di un presidio davanti alla prefettura di Brescia e di un incontro con il vice prefetto il "presidio sopra e sotto la gru" e l'associazione Diritti per tutti hanno occupato il sagrato del Duomo di Brescia.
A due anni dalla presentazione delle domande di sanatoria e dopo due sentenze del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia europea in cui viene riconosciuto il diritto ad avere il permesso di soggiorno anche in caso precedente condanna per il cosiddetto "reato di clandestinità", migliaia di migranti sono costretti al lavoro nero e subiscono le discriminazioni del razzismo delle istituzioni.
Nel pomeriggio il Vescovo di Brescia Luciano Monari ha incontrato una delegazione di rappresentanti delle comunità immigrate, tra cui due dei ragazzi che lo scorso novembre avevano vissuto due settimane su una gru del cantiere della metropolitana per chiedere che venissero rilasciati i permessi di soggiorno.
Il Vescovo ha detto di comprendere le ragioni della protesta e ha affermato di voler chiedere alla Prefettura una strada di dialogo per velocizzare il rilascio dei permessi di soggiorno a chi ne ha diritto, senza aspettare i singoli ricorsi al Tar che richiederebbero almeno un anno e mezzo di tempo.
Il Vescovo ha concesso ai manifestanti di continuare il presidio sul sagrato del Duomo, e i manifestanti hanno garantito di non voler intralciare in alcun modo lo svolgimento delle funzioni religiose.
La lotta dei migranti di Brescia continuerà fino ad ottenere il riesame di tutte le domande respinte e il permesso di soggiorno.
Presidio "sopra e sotto la gru"
Associazioni Diritti per tutti.