Dopo i fatti del 2011, qualunque tensione tra italiani e migranti è diventata per i media - e per il senso comune - `una nuova Rosarno`. La rivolta è stata invece un atto di ribellione contro mafia e sfruttamento. E oggi non è un pericolo da scongiurare o un ricordo da rimuovere.
Reportage. I lavoratori migranti specchio della nostra crisi Vengono soprattutto dal Nord. Avevano case, documenti e un buon lavoro. Hanno perso tutto con la crisi e oggi lavorano nelle raccolte. Duemila lavoratori africani (e altrettanti dell`Est Europa) cercano lavoro a giornata nella raccolta delle arance. Di Rosarno dicono: “E` un`onta per l`umanità”. Sono lo specchio della crisi italiana: pagano affitti cari come a Roma e chiedono semplicemente diritti e regole. Come tutti i lavoratori.
Video esclusivo - Le immagini inedite, prima e dopo la rivolta. Un video per ricordare i braccianti africani che si ribellarono contro la `ndrangheta e lo sfruttamento. Furono costretti alla fuga sotto gli occhi dei giornalisti di tutta Italia. La distribuzione delle coperte, gli sgomberi della polizia, gli africani feriti, oltre mille stranieri costretti alla fuga in pochissimo tempo. Le immagini inedite di quelle ore che troppi hanno dimenticato.
Secondo anniversario della ribellione contro mafia e sfruttamento Perché è scoppiata la rivolta? Per lo sfruttamento della manodopera straniera e la crisi del mercato. Ma anche per il controllo mafioso sulla filiera e la violenza xenofoba che colpiva i migranti di colore. Una situazione aggravata dalle leggi razziste e dal pacchetto sicurezza. Nonostante tutto, la rivolta rimane un esempio per il cambiamento della Calabria e dell`Italia.
Il killer di Firenze è stato definito un pazzo, così come il rapinatore che scatenò la prima rivolta a Rosarno. Oggi gli atti dei magistrati rivelano che si trattava di un affiliato alla ‘ndrina dei Pesce. Era l`uomo che riscuoteva il pizzo a Milano e conduceva le spedizioni punitive in locali come l`Hollywood. Gli africani si sono ribellati alle sue prepotenze. Gli italiani no, al Nord come al Sud.
Il libro Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione Non c’è un posto in Italia come Rosarno, che come Rosarno riassuma i drammi e le contraddizioni della nostra epoca. Dall’economia globale a quella criminale, dalla mafia alle migrazioni. Incontreremo lavoratori marginali inseriti in un contesto mafioso moderno ed arcaico, le leggi razziste che producono marginalità fino al lavoro servile. E una terra per nulla immobile, raccontata da Giuseppe Lavorato: dalla grande stagione dell’occupazione delle terre all’omicidio Valarioti fino alle lotte di massa contro la mafia.