I confini dell'umano - campagna informativa su legge e immigrazione
Normativa italiana sull'immigrazione "Siamo stati superati da banditi decisi a sbarrare la strada al benessere; questi uomini si vestivano col manto dei profeti, ma adottavano i metodi dei tiranni. Parlavano in termini sapienti essendo però ignoranti. Adottavano il nostro modo di reclamare la libertà ma riuscirono grazie al potere della spada e alla debolezza del governo a convincere la massa volgare che essi rappresentavano il diritto, la verità e la protezione dalle leggi.

"Muhammad 'Abduh, "al- 'Urwa -l wuthqa", 1884.

Speciale Rosarno due anni dopo

da Terrelibere.org

Dopo i fatti del 2011, qualunque tensione tra italiani e migranti è diventata per i media - e per il senso comune - `una nuova Rosarno`. La rivolta è stata invece un atto di ribellione contro mafia e sfruttamento. E oggi non è un pericolo da scongiurare o un ricordo da rimuovere.

Rosarno, due anni dopo. Perché gli africani vivono ancora nei ghetti?  

Reportage. I lavoratori migranti specchio della nostra crisi Vengono soprattutto dal Nord. Avevano case, documenti e un buon lavoro. Hanno perso tutto con la crisi e oggi lavorano nelle raccolte. Duemila lavoratori africani (e altrettanti dell`Est Europa) cercano lavoro a giornata nella raccolta delle arance. Di Rosarno dicono: “E` un`onta per l`umanità”. Sono lo specchio della crisi italiana: pagano affitti cari come a Roma e chiedono semplicemente diritti e regole. Come tutti i lavoratori.

 

Rosarno, gennaio 2010. Memoria della rivolta  

Video esclusivo - Le immagini inedite, prima e dopo la rivolta. Un video per ricordare i braccianti africani che si ribellarono contro la `ndrangheta e lo sfruttamento. Furono costretti alla fuga sotto gli occhi dei giornalisti di tutta Italia. La distribuzione delle coperte, gli sgomberi della polizia, gli africani feriti, oltre mille stranieri costretti alla fuga in pochissimo tempo. Le immagini inedite di quelle ore che troppi hanno dimenticato.

 

Slide. Le cause della rivolta di Rosarno  

Secondo anniversario della ribellione contro mafia e sfruttamento Perché è scoppiata la rivolta? Per lo sfruttamento della manodopera straniera e la crisi del mercato. Ma anche per il controllo mafioso sulla filiera e la violenza xenofoba che colpiva i migranti di colore. Una situazione aggravata dalle leggi razziste e dal pacchetto sicurezza. Nonostante tutto, la rivolta rimane un esempio per il cambiamento della Calabria e dell`Italia.

 

Rosarno e dintorni. Cornelia e le donne dell'Est 

Memoria. Cosa succede alle donne neocomunitarie? La situazione dei lavoratori e delle lavoratrici provenienti dall’Est Europa è diventata migliore rispetto a quella degli africani da quando sono neocomunitari. Ma di loro non si occupa nessuno. La violenza nel lavoro domestico e in famiglia è un fatto tanto generalizzato quanto nascosto. E l’unica indagine su ‘ndrangheta e traffico di immigrati riguarda proprio i rumeni.

 

La paura cambia indirizzo. Rosarno, raccontare la rivolta `incompresa` 

  Seconda edizione aggiornata de `Gli africani salveranno Rosarno` Dopo i fatti del 2011, qualunque tensione tra italiani e migranti è diventata per i media - e per il senso comune - `una nuova Rosarno`. La rivolta è stata invece un atto di ribellione contro mafia e sfruttamento. E oggi non è un pericolo da scongiurare o un ricordo da rimuovere. La seconda edizione de `Gli africani salveranno Rosarno` ricorda i fatti dal 2008 a 2011. E spiega come nel frattempo si è `rosarnizzato` il lavoro italiano.

 

Firenze - Rosarno. Anche il killer che scatenò la rivolta era 'un pazzo' 

Il killer di Firenze è stato definito un pazzo, così come il rapinatore che scatenò la prima rivolta a Rosarno. Oggi gli atti dei magistrati rivelano che si trattava di un affiliato alla ‘ndrina dei Pesce. Era l`uomo che riscuoteva il pizzo a Milano e conduceva le spedizioni punitive in locali come l`Hollywood. Gli africani si sono ribellati alle sue prepotenze. Gli italiani no, al Nord come al Sud.

 

Il libro Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione Non c’è un posto in Italia come Rosarno, che come Rosarno riassuma i drammi e le contraddizioni della nostra epoca. Dall’economia globale a quella criminale, dalla mafia alle migrazioni. Incontreremo lavoratori marginali inseriti in un contesto mafioso moderno ed arcaico, le leggi razziste che producono marginalità fino al lavoro servile. E una terra per nulla immobile, raccontata da Giuseppe Lavorato: dalla grande stagione dell’occupazione delle terre all’omicidio Valarioti fino alle lotte di massa contro la mafia.